Le cartelle esattoriali sono uno degli incubi più grandi dei contribuenti. Sulle facce di alcuni dei miei clienti leggo sempre un immenso “punto interrogativo” pronto a tradursi in: «Ma c’è una scappatoia per sanare la mia posizione?». Beh, le vie di fuga ce le forniscono spesso e volentieri i nostri governi con le celebri “paci fiscali”. L’ultima in ordine temporale è la cosiddetta Rottamazione Quinquies.
Nelle prossime righe ci addentreremo proprio tra i meandri del recente “aiutino” fiscale: chi può aderire e quali pendenze vengono condonate?
In cosa consiste la Rottamazione Quinques?
Come accennavamo poche righe fa, la Rottamazione Quinques concede a tutti i soggetti debitori, senza alcuna distinzione tra persone fisiche, partite iva e società, la possibilità di estinguere le pendenze in corso con l’Agenzia delle Entrate usufruendo di un corposo sconto.
La rottamazione, così come tutte le tregue fiscali, potremmo definirla come un rapporto win-win tra lo Stato e il contribuente. Il primo ha la possibilità di incassare flussi finanziari non riscossi da anni e che pesano sui bilanci pubblici. I debitori, invece, beneficiano dello stralcio delle sanzioni civili e degli interessi accumulati sulle proprie cartelle esattoriali: in questo modo possono completamente ripulire la propria posizione fiscale e previdenziale.
Quali debiti vengono cancellati?
La Rottamazione Quinques non comporta ovviamente la cancellazione delle imposte dovute all’Agenzia dell’Entrate. Per essere precisi, vengono rimossi praticamente tutti i costi accessori che si accumulano sulla cartella esattoriale. Quali sono nello specifico?
- Sanzione amministrativa: è la “multa” inflitta per non aver pagato in tempo le tasse. Se ad esempio non paghi nei termini previsti un’imposta di 1.000 euro, l’Agenzia delle Entrate applicherà immediatamente una sanzione del 30%. Quindi, il tuo debito come per magia passerà da 1000 a 1300 euro.
- Interessi di mora. Ripartiamo dal nostro debito già “arricchito” dalla sanzione amministrativa. Più tempo impiegherò a regolarizzare la mia posizione e più cresceranno gli interessi. La cosa più spiacevole è che la mora cresce di giorno in giorno. Esistono cartelle così vecchie, in cui gli interessi di mora hanno superato di gran lunga il valore della tassa iniziale.
- Somme aggiuntive: riguardano i contributi INPS. Se un artigiano non effettua il pagamento di questi nei tempi stabiliti, l’INPS applica una sanzione molto pesante che cresce di circa il 9-10% della somma dovuta per ogni anno che passa.
- Aggio di riscossione: oltre alle sanzioni e agli interessi appena osservati, l’Agenzia delle Entrate aggiunge anche una commissione per il servizio di recupero crediti, ovvero il costo materiale che ha dovuto sostenere per effettuare i vari solleciti nel corso del tempo. Questa quota si attesta solitamente tra il 3 e il 6% del debito.
Con la Rottamazione Quinquies tutte queste voci appena elencate verranno cancellate. Di conseguenza, se al momento hai una posizione debitoria aperta, accedendo all’agevolazione fiscale, dovrai versare solo la quota capitale, ovvero l’esatto ammontare dell’imposta o del contributo previdenziale originariamente non versato.
Quali debiti possono essere rottamati?
Nei paragrafi precedenti abbiamo osservato quali parti del debito verranno cancellate con la Rottamazione Quinquies. Quali sono, invece, le tipologie di imposte che possono accedere alla pace fiscale?
- Dirette e indirette: si tratta dei mancati versamenti emersi in sede di dichiarazione dei redditi, come l’IRPEF, l’IRES, l’IRAP e l’IVA
- Avvisi di liquidazione e controllo: le somme richieste dall’Agenzia delle Entrate in seguito ai controlli automatizzati eseguiti dall’anagrafe tributaria. Questi controlli sono previsti dagli articoli 36-bis e 36-ter del DPR 600/73. Nella pratica, sono lettere che vengo inviate quando c’è una discrepanza tra quello che hai dichiarato e quello che hai effettivamente versato.
- Omissioni contributive: il mancato versamento dei contributi previdenziali obbligatori dovuti da artigiani, commercianti, professionisti iscritti alla gestione separata o dai datori di lavoro all’INPS.
- Sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada: anche in questo caso vengono azzerate le maggiorazioni semestrali e le quote relative all’aggio.
La Rottamazione Quinques stabilisce anche un confine temporale del debito. Infatti, i vantaggi previsti dal provvedimento presente nell’ultima legge di bilancio possono essere usufruiti sulle posizioni debitorie accumulate dal 1° gennaio 2000 fino al 31 dicembre 2023.
Chi può aderire alla Rottamazione Quinques?
Qualche riga più su abbiamo evidenziato come la Rottamazione Quinques si rivolga a persone fisiche, liberi professionisti e società senza alcuna distinzione.
Tuttavia, c’è un’importante novità in questa ultima tregua fiscale. Il legislatore ha scelto di offrire una seconda chance a chi non era riuscito a mantenere i benefici delle precedenti sanatorie. Possono, infatti, richiedere l’ammissione alla Rottamazione Quinquies i contribuenti decaduti dalla precedente Rottamazione Quater per non aver adempiuto al versamento delle rate in scadenza entro il termine ultimo del 30 settembre 2025.
Lo scudo protettivo della Rottamazione Quinques
Uno degli aspetti più rilevanti per chi aderisce alla Rottamazione Quinques è l’attivazione di uno “scudo protettivo” che blocca le attività di recupero crediti in corso.
Nello specifico l’Agenzia delle Entrate non potrà procedere all’iscrizione né di nuovi fermi amministratovi sui beni mobili, come ad esempio sulla vettura di proprietà, né di ipoteche sugli immobili del debitore. Al tempo stesso, i pignoramenti in fase di esecuzione verranno momentaneamente congelati.
Stessa sorte toccherà ai piani di rateizzazione del debito stabiliti con l’Agenzia delle Entrate prima dell’adesione alla Rottamazione Quinques: ogni versamento sarà bloccato in attesa della valutazione della sanatoria.
L’elemento più rilevante, soprattutto per le società, è l’attestazione della momentanea regolarità contributiva per tutti coloro che inviano telematicamente l’istanza per accedere alla rottamazione. Questa viene dimostrata attraverso il rilascio immediato del DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva), il quale permette ad aziende e professionisti di incassare i mandati di pagamento della Pubblica Amministrazione, svincolare le fatture bloccate e partecipare senza preclusioni a gare d’appalto pubbliche e private.
Come si effettuano i pagamenti?
Lo scorso 30 aprile 2026 sono decorsi i termini per presentare la domanda di adesione alla Rottamazione Quinques. Quindi, ahimé, nel caso stia ancora pensando di risolvere o meno la tua situazione debitoria, sei ormai fuori tempo!
Il 30 giugno 2026 l’Agenzia delle Entrate ha inviato ai richiedenti la comunicazione delle somme dovute. Ma come verranno effettuati i pagamenti?
La prima opzione disponibile è quella di versare la quota capitale priva di tutti gli interessi e le sanzioni in un’unica soluzione. Tuttavia, per molti debitori questa rappresenta una strada difficilmente percorribile, in quanto sarebbe necessario avere un’ottima liquidità sul proprio conto corrente.
Di conseguenza, il legislatore ha pensato anche ad un piano di rateizzazione per un massimo di 54 rate con scadenza bimestrale da restituire nell’arco di 9 anni.
L’unico vincolo fisso imposto dalla legge riguarda l’entità minima del versamento periodico: ciascuna rata del piano non può risultare inferiore alla soglia di 100 euro. A tutti coloro che opteranno per un piano di rientro rateizzato verrà applicato sulle somme dovute un tasso d’interesse annuale del 3%.
Le date da segnare sul calendario per chi usufruirà della Rottamazione Quinques sono le seguenti:
- 31 luglio 2026 per il versamento della prima rata del piano o per il pagamento dell’intero debito in un’unica soluzione;
- 30 settembre 2026 per il pagamento della seconda rata.
- 30 novembre 2026 per il saldo della terza rata.
A partire dal 2027, come già accennato precedentemente, le rate verranno pagate con cadenza bimestrale.
La regola dei 5 giorni di tolleranza
Tra le novità introdotte dalla Rottamazione Quinques troviamo anche la regola dei 5 giorni di tolleranza. In cosa consiste?
I pagamenti effettuati entro i cinque giorni successivi alla scadenza naturale della rata vengono comunque considerati tempestivi a tutti gli effetti di legge e non determinano la perdita dei benefici della sanatoria.
Quando si ha a che fare con scadenze e cartelle esattoriali è importante ridurre al minimo gli errori. Come fare? Affidandoti ad un servizio di consulenza personalizzato!
Mi chiamo Laura Oppo e sono una consulente fiscale e tributaria a Torino. Nel mio studio hai la possibilità di accedere ad un pacchetto annuale, dove oltre a sbrigare tutta la burocrazia dovuta alle dichiarazioni e alle imposte, ti ricorderò puntualmente anche tutte le scadenze. Contattami per una chiacchierata senza impegno!


