Cuneo fiscale, che cos’è e come si calcola?

Che cos’è il cuneo fiscale

Uno dei tormentoni durante i periodi che precedono le elezioni politiche è il cosiddetto “taglio del cuneo fiscale”. Quante volte avrai sentito il politico di turno sparare percentuali di riduzione, senza però capire realmente a cosa si stesse riferendo. 

Per fortuna sono qui ad aiutarti a fare chiarezza e a comprendere bene che cosa significhi “cuneo fiscale”. Iniziamo con le brutte notizie: sapevi che ogni mese erode oltre il 25% della tua busta paga?

Che cos’è il cuneo fiscale?

Nonostante, moltissimi italiani (e anche moltissimi clienti che si rivolgono al mio studio per la dichiarazione dei redditi) non sappiano bene cosa sia, la definizione di cuneo fiscale è piuttosto semplice. Si tratta dell’insieme delle imposte, dirette e indirette, così come dei contributi previdenziali e assistenziali, che gravano sul tuo reddito da lavoro dipendente.

Quali sono nello specifico queste imposte e contributi? Eccoti accontentato:

  • l’IRPEF. Si tratta dell’imposta sul reddito ed in base ai celebri scaglioni la pressione fiscale può variare dal 23% al 43%;
  • contributi INPS. Questi servono a finanziare le pensioni, gli ammortizzatori sociali come ad esempio la cassa integrazione, la maternità e le varie tutele in caso di malattia. La sua percentuale oscilla dal 9,19% per il settore privato e terziari fino al 9,49% di settori specifici, come ad esempio l’edilizia.
  • addizionali IRPEF. Sono ulteriori imposte sul reddito (sì, è sempre IRPEF) che viene riscosso però dagli enti locali e regionali. L’aliquota regionale può variare dall’1,23% al 3,33%, mentre quella comunale arriva ad un massimo dello 0,8%.
  • trattenute per il welfare e la sanità integrata. Sono quote destinate al finanziamento di fondi pensione e casse di assistenza sanitaria alternative a quello del sistema pubblico. In alcuni contratti l’adesione è obbligatoria e la trattenuta si attesta tra lo 0,5% e l’1,5% della retribuzione lorda.

Insomma, calcolatrice alla mano, hai ora capito perché ogni mese leggi sulla tua busta paga una cifra molto più alta di quella che realmente ricevi sul tuo conto corrente?

Come si calcola il cuneo fiscale?

Nel paragrafo precedente abbiamo osservato i componenti del cuneo fiscale. Ora, invece focalizziamoci sulla formula per calcolarlo. Questa che ti mostrerò è la formula per capire quanto ti detraggono ogni mese dalla busta paga (nei prossimi paragrafi osserveremo anche a quanto ammontano le trattenute per il datore di lavoro).

Cuneo Fiscale %=Contributi INPS dipendente+IRPEF nettaRetribuzione Lorda×100

Mettiamo il caso che tu abbia una RAL annuale di circa 30mila euro. Quindi, il tuo stipendio lordo mensile si aggira intorno ai 2.307 euro.

Supponiamo che tu sia residente a Torino e lavori in un’azienda privata nel settore terziario.

L’ammontare dei contributi INPS si ottiene così:

30.000 euro di retribuzione lorda x 9,19% (la percentuale osservata nel paragrafo precedente) = 2.757 euro

Passiamo ora all’imposta IRPEF. Viene calcolata sull’imponibile ovvero la differenza tra la RAL e l’ammontare dei contributi INPS.

Nel tuo caso il calcolo sarà:

Imponibile fiscale = 30.000 euro – 2.757 euro = 27.243 euro

Proseguiamo con il calcolo dell’IRPEF lorda. Con un imponibile di 27.243 euro rientri nel primo scaglione e di conseguenza, ti vedrai applicata un’aliquota del 23%:

IRPEF lorda = 27.243 euro x 23% = 6.265,89 euro

Dall’imposta lorda si sottraggono le detrazioni per lavoro dipendente e si ottiene così l’IRPEF netta. Per il tuo livello di reddito sono previsti circa 1.910 euro di detrazione su base annua. Quindi:

IRPEF netta = 6.265,89 euro – 1.910 euro = 4.355,89 euro

A questo punto non ci resta che calcolare le addizionali IRPEF regionali e comunali. Nel caso del Piemonte ammontano al 2,03%, mentre a Torino la percentuale si attesta allo 0,8%. Anche in questo caso vengono calcolate sull’imponibile fiscale.

Il totale delle addizioni locali è il seguente: 553,03 euro (Regione) + 217,94 euro (Comune) = 770,97 euro.

Facendo ordine, l’ammontare delle trattenute sulla tua retribuzione lorda sarà:

Contributi INPS 2.757 euro + IRPEF netta 4.355,89 euro + addizionali locali 770,97 euro = 7.883,86 euro.

Torniamo alla prima formula del cuneo fiscale:

Cuneo Fiscale %=7.883,86 €30.000 €×100=26,28%

In pratica ogni mese viene trattenuto il 26,28% dalla tua retribuzione totale (nell’esempio abbiamo supposto che non ci siano trattenute per il welfare): da 2.307 euro mensili lordi in busta paga passerai a 1701 euro netti.

E quanto paga l’imprenditore per un dipendente?

Il calcolo è ancora meno piacevole se si osserva il cuneo fiscale dalla prospettiva dell’imprenditore. Il tuo datore di lavoro per garantirti una RAL di 30.000 euro dovrà sborsare una cifra pari a 39.536 euro.

Come si arriva a tale cifra? Come abbiamo visto nel paragrafo precedente il tuo stipendio netto corrisponde a 22.116 euro netti (1701 euro x 13 mensilità). I restanti 17.384 euro derivano da contributi INPS, INAIL, IRPEF, addizionali e TFR. In sostanza, un datore di lavoro paga il 44% di cuneo fiscale sul costo totale di un dipendente.

Perché si parla sempre di taglio del cuneo fiscale?

Torniamo ai nostri politici: perché parlano sempre di taglio del cuneo fiscale? È una promessa che mette tutti d’accordo, sia i lavoratori, sia i dipendenti. Infatti, i datori di lavoro si troverebbero a pagare meno tasse sui propri dipendenti, mentre questi ultimi avrebbero un potere d’acquisto più alto.

Inoltre, una minore pressione fiscale sul lavoro aiuterebbe a contrastare le assunzioni in nero. Ampliando lo sguardo, la riduzione del cuneo fiscale consentirebbe anche una migliore redistribuzione della ricchezza.

Tuttavia, la realtà è ben diversa. In Europa l’Italia registra un cuneo fiscale medio del 47,9%, Davanti a noi c’è solo il Belgio e la Germania, i quali però nei loro contratti nazionali garantiscono ai lavoratori dipendenti dei salari di gran lunga più alti rispetto a quelli presenti nel nostro Paese.

Le misure per contrastare l’aumento del cuneo fiscale

Nel calcolo del cuneo fiscale visto qualche riga più su avrai notato come in base agli scaglioni IRPEF vengano dedotte delle quote per i lavoratori dipendenti: queste detrazioni sono previste dall’articolo 13 del TIUR e sono dei veri e propri sconti d’imposta.

A tutto ciò si aggiungono tutta una serie di altre misure, come:

  • bonus IRPEF, una quota che viene aggiunta come credito a favore dei lavoratori che percepiscono un reddito inferiore a 15.000 euro;
  • detassazione dei premi di produttività e degli aumenti salariali;
  • fringe benefits, ovvero prestazioni “in natura” (non sono bonus monetari), come ad esempio i buoni pasto, che non vengono tassate.

I benefici appena elencati servono teoricamente a riequilibrare il peso del cuneo fiscale. Dobbiamo però essere realisti: i dati ci dicono che non sono sufficienti a compensare in maniera efficace la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti.

Adesso, ti è più chiaro quanto pesa il cuneo fiscale sulla tua busta paga? Mi chiamo Laura Oppo e sono una consulente fiscale e tributaria a Torino. Scopri tutti i miei servizi e contattami senza impegno per raccontarmi le tue esigenze fiscali.