Modello Redditi Persone Fisiche, che cos’è e a cosa serve?

A cosa serve il modello redditi persone fisiche

Lo ammetto, il linguaggio fiscale non è per niente semplice e molto spesso può trarre in confusione. Ad esempio, ti è mai capitato di confondere il Modello Redditi Persone Fisiche con il modello 730 per la dichiarazione dei redditi?

Beh, non sei l’unico o l’unica a far parte di questo club. Proprio per questo motivo nelle prossime righe ti spiegherò che cos’è il modello redditi PF, a chi serve e quando. Prima di iniziare ti do un piccolo spoiler: è quello che un tempo veniva chiamato “modello unico”. Ora, ti suona più familiare?

A cosa serve il Modello Redditti Persone Fisiche?

Come ti ho appena suggerito, il Modello Redditi PF è il vecchio modello unico. Non si chiama più così dal 2016, anche se ancora in molti utilizzano questa denominazione (lo fa anche qualche mio collega!).

Nella pratica, il modello consente ad una persona fisica di comunicare all’Agenzia delle Entrate i redditi percepiti nel periodo d’imposta precedente. Lo so, che ti stai già chiedendo: “Ma allora cosa cambia rispetto al 730?”.

Facciamo un passo alla volta. Innanzitutto, va sottolineato che il Modello Redditi PF è uno strumento più ampio rispetto al classico 730, in quanto consente di dichiarare situazioni reddituali e patrimoniali che non rientrano nella dichiarazione semplificata.

Infatti, oltre ai redditi possono essere comunicati:

  • spese detraibili;
  • oneri deducibili;
  • crediti d’imposta;
  • imposte già versate;
  • somme da pagare;
  • importi da chiedere a rimborso.

Qual è la differenza tra Modello Redditi PF e modello 730?

Ecco, è arrivato il momento di fornire una risposta al tuo dubbio amletico. La prima differenza tra Modello Redditi PF e modello 730 sta nei contribuenti che lo utilizzano. Il primo viene adoperato da chi deve dichiarare tutti quelli elementi elencati nel paragrafo precedente, i quali non possono essere inseriti in una dichiarazione semplificata.

Ma quali sono i contribuenti soggetti a certi obblighi dichiarativi?

  • i titolari di partita IVA;
  • chi percepisce redditi d’impresa;
  • chi possiede redditi esteri;
  • chi percepisce redditi da partecipazioni;
  • chi deve trasmettere dichiarazioni lcollegate a IVA, IRAP o Modello 770.

Tuttavia, non farti trarre in inganno e non cadere nella semplificazione “Modello Redditi PF = Partita Iva”, mentre “Modello 730 = dipendenti e pensionati”. Infatti, esistono dei casi particolari, che ti svelerò più avanti, in cui anche un dipendente o un pensionato potrebbero ritrovarsi ad utilizzare il Modello Redditi Persone Fisiche.

Torniamo però un attimo alle differenze tra i due modelli. Una delle più importanti riguarda la gestione dei debiti e dei crediti. Nel modello 730 questi non sono responsabilità diretta del contribuente.

Se dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso viene erogato direttamente in busta paga o sulla pensione. Se invece risulta un debito, l’importo viene trattenuto dallo stipendio o dal trattamento pensionistico.

Al contrario nel Modello Redditi PF, il contribuente, o un professionista come me che si occupa della sua fiscalità, si deve occupare direttamente della gestione dei crediti e debiti.

Ad esempio, se risulta un credito di 800 euro dall’ultima dichiarazione, questa somma potrà essere utilizzata in compensazione durante l’esercizio successivo. In sostanza, potrà usare il credito per coprire totalmente o sopperire in parte ai versamenti dell’anno seguente, come ad esempio l’IRPEF. 

Quando può servire anche a dipendenti e pensionati?

Nelle righe precedenti ti ho lanciato un monito per evitare che tu possa pensare che il Modello Redditi Persone Fisiche sia riservato esclusivamente alle partite IVA. In realtà, esistono alcuni casi in cui anche dipendenti e pensionati possono ricorrere al suo utilizzo. Quali sono?

Una delle fattispecie più comuni è quando il contribuente ha avuto più rapporti di lavoro nello stesso anno. Ad esempio, un dipendente che nei primi mesi dell’anno ha lavorato per un’azienda e successivamente è stato assunto da un altro datore di lavoro potrebbe ricevere due certificazioni uniche. Se il secondo datore non tenesse conto dei redditi percepiti con il precedente rapporto, il contribuente potrebbe trovarsi con un’imposta ancora da versare.  

E come dovrebbe rimediare? Ovviamente comunicando la somma attraverso il Modello Redditi PF e poi saldandola tramite un F24.

Un altro caso è quando si percepiscono indennità dall’INPS, come la disoccupazione o la cassaintegrazione, sulle quali non sono state applicate correttamente le trattenute fiscali. Se dal calcolo in sede di dichiarazione dei redditi emerge che non è stata versata l’intera imposta dovuta, il contribuente dovrà ancora una volta saldare il debito attraverso il Modello Redditi PF.

Infine, Il modello può servire anche per correggere un 730 già inviato. Se dopo la trasmissione ci si accorge di aver dimenticato un reddito oppure di aver indicato una detrazione non spettante, e l’errore comporta un maggior debito o un minor credito, può essere necessario presentare un Modello Redditi correttivo nei termini.

Quali sono le sezioni del Modello Redditi PF?

Passiamo adesso ad osservare direttamente la composizione del Modello Redditi PF. Rispetto al classico 730 è più corposo, proprio perché contempla una gamma più ampia di obblighi dichiarativi. Si struttura in tre fascicoli, che ora proverò a raccontarti.

Primo fascicolo.

Faccio una premessa: ogni fascicolo riguarda un’area dichiarativa specifica. Il primo rappresenta il blocco principale del Modello Redditi PF ed interessa tutti i contribuenti tenuti alla presentazione di questo genere di dichiarazione.

Al suo interno il primo elemento che si incontra è il frontespizio, il quale contiene i dati anagrafici, il codice fiscale, il domicilio fiscale e alcune informazioni generali sulla dichiarazione. 

Nel primo fascicolo vengono indicati anche eventuali familiari a carico. Dal punto di vista fiscale questa area contiene i quadri dedicati ai redditi più comuni e agli oneri che possono incidere sul calcolo dell’imposta. Rientrano in questa sezione:

  • i redditi da lavoro dipendente e assimilati;
  • alcuni redditi da fabbricati e terreni;
  • gli oneri deducibili;
  • le spese detraibili.

Il secondo fascicolo

Il secondo fascicolo riguarda situazioni fiscali più specifiche. Scendendo nel dettaglio, in quest’area del modello sono presenti quadri relativi a:

  • contributi previdenziali e assistenziali;
  • investimenti e alle attività detenute all’estero.

All’interno sono presenti anche situazioni specifiche, come ad esempio quelle relative al quadro AC che riguardano gli amministratori di condominio. In che senso?

Provo a fare maggiore chiarezza. Prendiamo un amministratore di condominio titolare di partita IVA che effettua la propria dichiarazione attraverso il Modello Redditi Persone Fisiche: indicherà i compensi ricevuti per la sua attività di gestione nel fascicolo tre che osserveremo a breve, mentre nel quadro AC inserirà i dati relativi all’acquisto di beni e servizi per il condominio.

Ad esempio, l’ammontare delle fatture sostenute per l’impresa di pulizie del condominio confluiranno proprio nel quadro AC. In pratica, il secondo fascicolo serve a integrare la dichiarazione con dati più specifici, spesso legati a redditi non ordinari.

Il terzo fascicolo

Come ti accennavo poche righe più su, nel terzo fascicolo si trovano i redditi derivanti direttamente dalle attività professionali. Nello specifico possono essere redditi da lavoro autonomo o redditi d’impresa.

Quali sono i principali quadri del Modello Redditi PF?

Nel racconto della struttura dei tre fascicoli ho citato più volte i quadri che caratterizzano le diverse sezioni del modello. Proviamo a stilare una lista dei principali:

  • quadro RA, dedicato ai redditi dei terreni; 
  • quadro RB, dedicato ai redditi dei fabbricati; 
  • quadro RC, relativo ai redditi di lavoro dipendente e assimilati; 
  • quadro RE, utilizzato per i redditi di lavoro autonomo; 
  • quadro RL, dedicato ad altri redditi; 
  • quadro RM, relativo a particolari redditi soggetti a tassazione separata o imposta sostitutiva; 
  • quadro RT, utilizzato per plusvalenze e redditi di natura finanziaria; 
  • quadro RW, dedicato agli investimenti e alle attività finanziarie detenute all’estero; 
  • quadro AC, relativo agli amministratori di condominio. 

Ovviamente, i quadri elencati non devono essere tutti compilati: dipende dai redditi percepiti e dalla presenza di eventuali investimenti.

Insomma, compilare una dichiarazione dei redditi, sia con il Modello Persone Fisiche, sia con il 730, non è certamente un gioco da ragazzi. Il mio consiglio, per evitare di imbattersi in errori e sanzioni, è quello di rivolgersi sempre ad un professionista. Mi chiamo Laura Oppo e sono una consulente fiscale a Torino: assisto privati e lavoratori autonomi nelle loro dichiarazioni e non solo. Scopri tutti i miei servizi!